Le indagini che hanno portato al sequestro di beni di Ciro Barba e di sua moglie mettono a fuoco i vasti interessi dell’imprenditore nocerino

Molti dei prestanome scelti da Ciro Barba per le società a lui riconducibili neanche sapevano di essere intestatari di quote. Né che dovessero occuparsi- sulla carta- di costruzioni o agroalimentare. In tanti casi, anzi, le persone scelte non avevano alcuna esperienza in quei settori. Secondo la Procura di Nocera e la Guardia di Finanza, Barba aveva studiato un meccanismo per evitare di incorrere nelle interdittive antimafia. Condannato per associazione camorristica e poi riabilitarlo, pagava dazio per essere figlio di Giuseppe Barba, detto ‘o flaviano, esponente della Nco. Assessore al Comune…

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