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Targa a Peppe Natella: lunedì cerimonia in Largo Barbuti Cronaca 

Targa a Peppe Natella: lunedì cerimonia in Largo Barbuti

Alle ore 10.30 del 19 marzo, festa del Papà, lo scoprimento di una targa in memoria di Peppe Natella in Largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno. Un gesto simbolico, che nulla cambia rispetto alla toponomastica e non tradisce la storia dei luoghi, ma che tanto significa per la famiglia Natella e per l’amministrazione comunale di Salerno, che ha sostenuto l’iniziativa anche per imprimere nella memoria della città il ricordo di una persona speciale- è scritto in una nota- che con la sua creatività e passione ha animato la vita culturale cittadina. Tra le tante iniziative di cui è stato promotore, Peppe Natella lega il suo nome ai tre decenni della rassegna estiva Teatro dei Barbuti, che trasformò una cavea urbana naturale in un palcoscenico sotto le stelle, portando a Salerno protagonisti del palcoscenico da tutto il mondo. La rassegna dei Barbuti – che nella prossima estate giungerà alla sua XXXIII edizione – ha trasformato quello che era un luogo degradato in un punto di riferimento culturale, poi ripreso sotto il profilo urbanistico anche dall’amministrazione comunale. La targa da scoprire è un’opera in ceramica del maestro Nello Ferrigno e reca testo significativo, che leggiamo in anteprima: “A grato ricordo del professore Peppe Natella. Con amore visionario ed arte popolare fece scoccare la scintilla del Teatro sotto le stelle, contribuendo alla rinascita del Centro Storico”. Nel nome di Peppe Natella, la famiglia ogni anno assegna anche l’omonimo premio teatrale, che l’estate scorsa è andato ad un grande mattatore delle scene come Benedetto Casillo, che ricevendo il premio disse: «Peppe Natella è stato un punto di riferimento a Salerno. E se lo dico io che non sono salernitano penso che a maggior ragione possano dirlo i salernitani. Per quanto ha fatto penso sia doveroso intitolargli un larghetto, un stradina, una piazza in questo quartiere del centro storico che lo ha visto operare instancabilmente per il teatro e per la cultura in generale». Meno di un anno dopo, il suo appello è stato raccolto.

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