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Treofan Battipaglia: MiSe convoca l’ambasciatrice indiana a Roma Cronaca 

Treofan Battipaglia: MiSe convoca l’ambasciatrice indiana a Roma

Maturano i tempi per fare del caso Treofan una questione diplomatica ma anche materia per Consob ed Antitrust.

Che la vicenda Treofan potesse diventare un caso diplomatico internazionale lo si era intuito subito. Troppo temeraria l’acquisizione dell’azienda che fu della Management & Capitali di Carlo De Benedetti da parte del gruppo indiano di Jindal. E troppo smaccato il tentativo di annullare la concorrenza, tramite un acquisto ad un prezzo troppo basso per non dire simbolico.

Per questo, appare quantomeno tardiva- rispetto alle tappe di questa cessione- la mossa con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di convocare l’ambasciatrice indiana a Roma, Reenat Sandhu e di denunciare pubblicamente la possibile speculazione, chiamando in causa Consob e Antitrust. Ma come si dice in questi casi, meglio tardi che mai.

E ben vengano, allora, anche i post sui social del vicecapo di gabinetto del MiSe, Giorgio Sorial, che alzano il tiro rispetto alle posizioni sonnacchiose dell’ultimo mese sul caso Treofan. Dunque, oggi a Roma l’ambasciatrice indiana vede i vertici del Ministero riferendo loro degli approfondimenti fatti in patria con il gruppo Jindal. Mentre a stretto giro si terrà un terzo tavolo di confronto al quale- stavolta- sarà invitata a partecipare anche la Management & Capitali di De Benedetti.

Tralasciando le considerazioni politiche su Pd e Forza Italia fatte dal vicecapo di gabinetto ministeriale a Cinque Stelle, l’importante è stanare le intenzioni del colosso Jindal, capace di fatturare 18 miliardi di dollari e di raggiungere la leadership in comparti strategici come l’energia, la logistica portuale, i gas industriali, il minerario. In pratica, un agglomerato siderurgico capace di offrire prodotti e servizi complementari.

L’acquisto del concorrente Treofan ed il licenziamento di tutti i dipendenti non è altro che il tentativo di potenziare lo stabilimento Jindal di Brindisi, finanziato tra l’altro con soldi pubblici della Regione Puglia. Alla Treofan di Battipaglia non mancavano le commesse, né le materie prime né le professionalità necessarie a mantenere la quota di mercato. Treofan Italy realizzava a Battipaglia, Terni e nel tedesco Neunkirchen un fatturato di oltre 271 milioni di euro. Ma la Management & Capitali di De Benedetti l’ha svenduta lo stesso alla Jindal, con un’operazione finanziaria all’attenzione di Consob ed Antitrust.

Lo stabilimento di Battipaglia si può ancora salvare, se le aziende del distretto di Battipaglia già firmatarie di un accordo di programma con la Regione facessero una cordata per ricomprare il sito produttivo. Il territorio ne guadagnerebbe in prestigio, soldi, lavoro ed orgoglio.

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