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Treofan riparte la procedura di licenziamento collettivo per 58 lavoratori Cronaca 

Treofan riparte la procedura di licenziamento collettivo per 58 lavoratori

Oggi sul tavolo dell’associazione degli industriali di Salerno, è arrivata la richiesta della procedura di licenziamento collettivo per 58 lavoratori firmata da Anurodh Garg amministratore di Treofan,

Alla base della decisione, l’impossibilità a dar seguito alla reindustrializzazione del sito di Battipaglia. La lettera chiarisce tutti motivi che dal punto di vista della multinazionale determinano la situazione di eccedenza ed il licenziamento.

La nuova proprietà di Treofan fa riferimento alla procedura già attivata un anno fa: al fine di evitare la chiusura era stato individuato come advisor la società Vertus, ma a tutt’oggi, nonostante l’impegno profuso dai vertici della società non è stato possibile concretizzare la cessione o la reindustrializzazione del sito di Battipaglia.

Treofan aggiunge che non ci sono più le condizioni per ricorrere ad ammortizzatori sociali di alcun tipo, nè di utilizzare la mobilità verso l’altro stabilimento di Terni.  “La distanza geografica tra i due siti produttivi interni di circa 362 km renderebbe non sostenibile sia economicamente sia organizzativamente il trasferimento da Battipaglia a Terni dei lavoratori in possesso di profili professionali fungibili con maggiori carichi di famiglia o anzianità di servizio, poiché necessiterebbero di apposita formazione per lo svolgimento delle diverse mansioni relative a produzioni diverse”, si legge nella lettera.

Sono stati gli stessi lavoratori, intorno alle 15, attraverso la pagina Fb dell’azienda a darne notizia, ribadendo di aver ricevuto la lettera di licenziamento nonostante gli impegni a sollecitare e ottenere la collaborazione di tutti gli enti e le istituzioni preposte.

Non ha perso tutte le speranze il presidente dell’ASI che ricorda che ci sono ancora 75 giorni di tempo per attivare almeno procedure per prorogare la cassintegrazione e prendere altro tempo per tentare di salvare lo stabilimento.

Il licenziamento arriva a 24 ore dalla presentazione di una doppia interrogazione ministeriale da parte del parlamentare salernitano Piero De Luca, ma soprattutto alla vigilia della risposta da parte del ministero competente di una convocazione, richiesta dal consorzio ASI, che aveva ricevuto la disponibilità dei vertici della Jindal ad un incontro con le parti. Il 6 gennaio i lavoratori avevano trascorso in fabbrica, con le famiglie, il giorno dell’Epifania.

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