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Udienza in Cassazione sul sequestro delle Fonderie Pisano: entro domani il verdetto Cronaca 

Udienza in Cassazione sul sequestro delle Fonderie Pisano: entro domani il verdetto

Si è conclusa poco dopo le 11 di stamani l’udienza davanti alla Corte di Cassazione sul ricorso proposto dalla Procura di Salerno contro la seconda pronuncia del tribunale del Riesame sul dissequestro delle Fonderie Pisano. Dopo una discussione lunga ed articolata, che i legali delle Pisano definiscono ben oltre gli standard della Cassazione, il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso proposto dal pubblico ministero. Ora spetterà ai giudici della Suprema Corte, riuniti in camera di consiglio, prendere una decisione. Si saprà qualcosa non prima di domani, quando è atteso il verdetto. In ballo c’è il sequestro dell’opificio di Fratte, disposto quasi due anni fa sulla scorta di indagini della Procura di Salerno e revocato dal Riesame per ben due volte: la prima con ragioni che la stessa Cassazione ritenne in parte carenti, rinviando al Riesame per una nuova decisione sulla base di precise indicazioni. E la seconda volta, a maggio scorso, quando il collegio presieduto dal giudice Sgroia ribadì le proprie tesi motivandole più a fondo e confermando che le Fonderie non andavano sequestrate. Tra gli elementi su cui la Cassazione sta decidendo in queste ore ce ne sono di natura ambientale e di natura burocratico-autorizzativa. In primo luogo: la tesi accusatoria recepita dal Gip non terrebbe conto che all’entrata in vigore la legge che recepisce una direttiva europea in tema di inquinamento le Fonderie Pisano avevano già tutte le autorizzazioni necessarie. Inoltre, trovandosi lo stabilimento a Fratte dal 1960, quando nel 2011 è stata presentata istanza per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, l’impianto era da considerarsi esistente. Fu un funzionario del settore provinciale ecologia a qualificarlo erroneamente come “nuovo” e ciò può configurare profili di illegittimità dell’Aia, ma- secondo il Riesame- non può far configurare un ingiusto vantaggio patrimoniale al privato.

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